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Unione Valdera

8 Marzo tra memoria e speranza. La Commissione Pari Opportunità dell’Unione Valdera dà Parola alle Donne. L’intervista a Iria Parlanti.

8 Marzo tra memoria e speranza. La Commissione Pari Opportunità dell’Unione Valdera dà Parola alle Donne. L’intervista a Iria Parlanti.

Parola alle donne è una iniziativa della Commissione Pari Opportunità Unione Valdera e vuole far parlare le donne protagoniste della nostra società e del nostro territorio, che partecipano al tessuto sociale, educativo, imprenditoriale, accademico.


Vogliamo iniziare con una donna coraggiosa come Iria Parlanti che da bambina ha vissuto la seconda guerra mondiale ed oggi purtroppo è testimone attonita, insieme a tutti noi, di questo nuovo terribile conflitto.

 

Iria Parlanti, classe 1935, residente a Calcinaia, pensionata, è attiva da sempre nel volontariato. Dal 1957 ha portato per anni il giornale NOI DONNE casa per casa a La Rotta e ha sempre aderito alle manifestazioni e le lotte per l'emancipazione e i diritti delle donne. Ha fatto molti lavori è sempre stata iscritta al sindacato, con il quale ha partecipato alle lotte sindacali. È attiva ancora oggi - e soprattutto oggi - come volontaria Auser e coordinatrice della Sartoria della Solidarietà di Calcinaia e Fornmacette e, in questi giorni, ha partecipato alle manifestazioni per la Pace in Ucraina.


Di seguito l’intervista a Iria, 87 anni, che non immaginava fosse possibile vedere le stesse scene che   ha vissuto molti anni fa

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Ci racconti di lei. Come ha vissuto la seconda guerra mondiale?

I miei ricordi della guerra sono ancora vivissimi e dolorosi anche se ero una bambina. Ricordo perfettamente il primo bombardamento a La Rotta, (all'epoca abitavo li). Avevano bombardato tante volte Pisa, Livorno, Pontedera - e noi vedevamo i bagliori - ma a La Rotta pensando che una piccola frazione non fosse interessante, ci sentivamo abbastanza tranquilli. Invece la domenica delle Palme, intorno alle 11, bombardarono la stazione e morì il Capostazione, Giorgio Giorgi.

 

Cosa avete fatto, siete scappati?

Si, sfollammo e andammo a fare i mattoni in una frazione di Lamporecchio a Mastromarco. Ma cominciarono quasi subito i rastrellamenti tedeschi e quelli repubblichini che cercavano soprattutto i giovani renitenti alla leva. Mio fratello era del 1925 e sarebbe dovuto andare militare per cui gli tolsero subito la tessera annonaria (dell'Urra). Non vi dico la fame che abbiamo sofferto!
Sfollammo ancora e dalla fornace andammo sulle colline nei dintorni di Mastromarco in un luogo chiamato i Biagini. Trovammo delle persone generose e accoglienti spinte da una solidarietà che solo nei momenti più tragici si può trovare. E non dimenticare mai più. Li mi ricordo la prima cannonata che sentimmo e mio padre urlò “TUTTI A TERRA”. Aveva riconosciuto il fischio prima della botta perché aveva fatto la prima guerra mondiale, a soli 19 anni.

 

Quale era il ruolo delle donne? Sua madre, le sue nonne, le sue zie?
A causa dei rastrellamenti, gli uomini, soprattutto i giovani, erano sempre nascosti. Le donne tiravano avanti come potevano il lavoro della campagna. La mia mamma che era di origine contadina andava ad aiutare nei campi e i contadini di questo gruppo di case ai Biagini ci dicevano per rincuorarci “fino a che si mangia noi, mangiate anche voi!”.

 

E suo fratello?
Mio fratello con altri giovani dormivano una volta in una fossa, un'altra nei pagliai. I repubblichini lo seppero e andarono a cercarli nei pagliai con le forche, per fortuna quella notte erano nelle fosse!
Da una collina all'altra si avvisavano quando c'erano i tedeschi, stendendo sui fili i lenzuoli bianchi.


E quando finì la guerra?
Quando la guerra finì tornammo a casa con un barroccio e trovammo una desolazione infinita, tragica. La nostra casa era disastrata ed inabitabile, andammo in casa di mio zio. La Rotta è situata lungo la Tosco Romagnola, oltre ai bombardamenti subiti, le case lungo la strada principale erano state tutte minate, lo avevano fatto i tedeschi pensando di non far passare gli americani.
La ricostruzione è stata dura, lunga, sofferta. Non avevamo soldi, non avevamo più niente, il cibo era ancora a tessera, chi aveva i soldi a mercato nero trovava un po' tutto, chi non li aveva come la maggior parte degli operai soffriva la fame.
Io e la mia mamma andavamo a ruscolare dove era stato tagliato il grano a raccogliere le pochissime spighe che il contadino lasciava e poi quel grano lo mettevamo nel macinino del caffè e semola e tutto lo cuocevamo sul treppiede nel camino. Come era buono, ne sento ancora il sapore!

 

È stato importante il ruolo delle donne nella seconda guerra mondiale?
Le donne prima della guerra erano considerate molto poco. Durante la guerra si sono distinte, sono state fondamentali per sostenere vecchi e bambini. Hanno protetto le nostre vite mentre gli uomini dovevano rifugiarsi e combattere. Dopo la guerra le donne presero più coscienza e considerazione di sé stesse, cominciarono a lottare per i propri diritti. Da all'ora passi avanti ne abbiamo fatti molti anche se proprio la parità ancora non l'abbiamo veramente.

 

E oggi? Sta rivivendo la sua esperienza?
Non mi sarei mai aspettato di ritrovarmi ad avere una guerra alle porte di casa! In questi giorni sto rivivendo la sofferenza di allora. Dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità perché questa guerra voluta da uno che ha mania di grandezza - a scapito di civili e di innocenti - finisca ORA, subito.
Non posso non pensare ai bambini e alle bambine che sono quelli che della guerra soffrono più di
tutti. L’infanzia dovrebbe essere il tempo per i giochi e per la spensieratezza. La guerra invece porta paura, privazioni, distruzione e morte.

 

Che saluto può dare alle donne ucraine?
Le donne ucraine vorrei solo abbracciarle e dire loro che le sono nel cuore. Che sto soffrendo con loro e che spero tutto finisca presto.

 

E un augurio a tutte le giovani donne?
Alle giovani donne voglio augurare che esse sappiano farsi rispettare, avere cura di sé stesse e non credano che le picchino per amore, denuncino subito chi le molesta o le fa del male.

 

Parola alle donne continua nelle scuole della Valdera. Sara Pierucci, Fabiana Luperini, Francesca Posarelli, Sara Bevilacqua, Giorgia Fumo, Maria Taddei, Tamara Giusti. Marianna Abbondanza e altre Donne del nostro territorio incontreranno bambine e bambine, ragazzi e ragazze per parlare della loro vita, del loro lavoro, delle loro attività, aspirazioni e desideri.

Per informazioni cpo@unione.valdera.pi.it.